L'informatico di Schrödinger

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9Oct/10Off

Ho deciso: proviamo a resuscitare il vecchio portatile!

Arch Linux logo
Image via Wikipedia

Dopo l'ultimo acquisto di qualche mese fa (il Macbook Pro 13" da cui sto scrivendo in questo momento) il vecchio portatile (un Acer aspire 5672wlmi), la cui batteria ormai è in condizioni pietose e che negli ultimi mesi d'uso scaldava nemmeno fosse un termosifone a 12 elementi, è rimasto buono buono a godersi la pensione in un angolo della mia scrivania.

La cosa non mi è mai andata a genio.

Visto che non mi piace tenere pc come soprammobili ho deciso di tentare di recuperarlo con una distro più performante della ormai onnipresente Ubuntu: Arch Linux!

L'installazione è andata ovviamente liscia come l'olio e, devo ammettere, molto più gestibile di quanto non pensassi inizialmente. Le uniche cose che mi son rimaste da configurare sono la connettività wireless e la webcam integrata, per il resto tutto è filato liscio come non mai.

Ad una prima analisi sono rimasto realmente stupito, in senso positivo ovviamente, dalla velocità di reazione della macchina, dallo scarsissimo uso di cpu e ram e, soprattutto, da Pacman.

Pacman si: non la faccina gialla mangia lamponi che scappa dai fantasmini. Il gestore pacchetti di Arch. Per il poco che ho visto si piazza, a mio giudizio, al livello di apt - sopra yum ovviamente - sia per velocità che per facilità di gestione.

Inoltre l'idea di una distro rolling release mi ha sempre attirato.

Che dire, ora ci giochicchio un po', le premesse sembrano più che buone!!

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Comments (1) Trackbacks (0)
  1. Ne sono certo! Intanto il portatile ringrazia ^_^
    Ora come ho modo di rimetterci le mani da ven vedo di configurarlo a modino per la presentazione da fare al Linux Day di quest’anno…


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